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La condivisione digitale - I ciclo

di Maria Elena Picone e Irene d'Agostino

Gruppo di lavoro:
Roberta Esposito (coord.), Maria Elena Picone, Irene D’Agostino, Dina Iannotti, Susanna Addario, Valeria Andolfi, Andrea Bonani, Roberta Cassone, Sonia Milanese

Perché condividere

Abbiamo virtualmente partecipato a questo progetto di accompagnamento all’innovazione didattica partito ad inizio anno scolastico 2020/21: un anno speciale, successivo al lockdown e alla sospensione dell’attività in presenza.

La ripresa dell’attività in presenza è stata caratterizzata, da un lato, dalla speranza di aver superato la pandemia e di poter ritornare alla didattica pre-pandemia, dall’altro dalla consapevolezza che la pandemia ha rappresentato una grande occasione di innovazione non solo digitale e di riflessione sulle nostre pratiche didattiche. Tornati in classe, sentivamo la necessità di confrontarci sulle sfide che la pandemia ci aveva imposto: la didattica a distanza (la Dad), la DDI, la didattica blended e tutte le soluzioni emergenziali intraprese che hanno rivoluzionato l’organizzazione dei tempi e modi della programmazione, dell’insegnamento, della documentazione e condivisione.

La capacità di apprendere, reagire e condividere durante le fasi di criticità ci ha permesso di superare l’isolamento, sperimentare nuove pratiche e riconoscere che è strategico riuscire a superare la paura del nuovo e il senso di inadeguatezza, diventare più sicure rispetto all’uso delle nuove tecnologie, condividere materiali, ricevere feedback e ottimizzarli attraverso una reciproca valutazione.

I fattori critici di successo in questo percorso sono quindi stati:

  • una rete di sostegno fra docenti dove i docenti più esperti e innovatori accompagnano quelli meno esperti in una circolarità di auto formazione e coaching.
  • l’ambiente in cui ci si trova ad operare ovvero una struttura organizzativa con calendario, ordine del giorno a sostegno della collaborazione in grado di trasformarla in qualità di sistema (mentre spesso non si raggiungono tali obiettivi perché la collaborazione è delegata alla spontanea iniziativa dei docenti, quando questi ultimi sono efficacemente in grado ad individuare tempi/luoghi e modalità per condividere).

Siamo dunque partiti dall’esperienza vissuta durante il lockdown raccogliendo con un brainstorming sia le buone pratiche sia le criticità riscontrate. Abbiamo analizzato quali strumenti sono stati efficaci nella didattica a distanza e come possono essere valorizzati anche nella didattica in presenza. Il nostro primo obiettivo è stato quindi stendere un elenco comune di risorse e strumenti. Il nostro secondo obiettivo è stato riflettere su come riuscire a reperire lo strumento di cui il docente ha bisogno di fronte alla varietà e complessità degli strumenti esistenti in rete.

Questo Padlet è un primo esempio di organizzazione delle risorse DAD raccolte.

Dal Padlet alle macroaree

Dalla nostra riflessione iniziale si è poi sviluppata la possibilità di creare uno spazio sul web per la condivisione di strumenti e risorse utili per l’innovazione didattica, individuando le seguenti macroaree:

  • Strumenti e applicazioni per integrare la didattica con il digitale
  • Esempi di applicazione di metodologie didattiche innovative
  • Selezione di contenuti disciplinari OER (Open Educational Resources)

La pur ampia offerta di materiali e risorse digitali per la didattica appariva ai nostri occhi priva di riferimenti e senza filtri di ricerca, un mare in cui non si riusciva ad individuare la rotta; per questo, il gruppo si è concentrato sull’idea di una “mappatura”, ovvero la proposta di una categorizzazione critica delle varie risorse e la conseguente possibilità di selezione parametrica, scegliendo di lavorare sulla prima delle tre macroaree (strumenti e applicazioni per integrare la didattica con il digitale). L’attività del cantiere si è posta come obiettivo quello di facilitare il reperimento di risorse e strumenti digitali per la didattica innovativa, oltre a fornire uno strumento di ricerca e selezione facile da usare ed efficace nell’indicizzazione. Molto interessante è stato fare “comunità” promuovendo uno spazio per la diffusione delle proprie esperienze e buone pratiche. Fare comunità fra ordini di scuola e diverse discipline ci ha permesso inoltre di condividere processi e riflessioni.

L'attività del cantiere

Il sito web Digilab 2.0 rappresenta un prototipo, una versione beta per un progetto più ampio di raccolta di app, strumenti e risorse, inventariati attraverso una mappatura delle specifiche tecniche e didattiche finalizzata a consentire la ricerca e la selezione delle risorse in base alle proprie esigenze.

vai al sito Digilab 2.0

Lo scopo è utilizzare l’analisi della condivisione digitale nella scuola per riflettere nell’ottica di apprendimento trasformativo di Mezirow (Mezirow, 2016). Condividere digitalmente significa documentare processi e prodotti e concorre ad innescare una circolarità di:

  1. riflessione strumentale empirica su cause/effetti (sono stato efficace? quali azioni di correzione dei processi /prodotti devo apportare?);
  2. riflessione sulla comunicazione veicolata attraverso la condivisione digitale.

Si tratta di una riflessione qualitativa, comunicativa, culturale che aiuta a adattarsi ai cambiamenti dando informazioni e feedback, regola le routine e le strategie cognitive, grazie al consenso ricevuto motiva a un’ulteriore disseminazione e miglioramento creando sinergie nella comunità di pratica.

A partire da questa premessa, l’idea è stata quella di creare uno spazio sul web per la condivisione delle seguenti risorse:

  • Strumenti e app per il digitale → proposta di categorizzazione con una scheda di sintesi che permetta il confronto sia dei parametri tecnici che di quelli metodologici dei vari strumenti presentati; possibilità di ricerca per parametri (da individuare con attenzione) che suggerisca al docente lo strumento più adatto al contesto e alla metodologia scelta;
  • Metodologie → selezione di contributi esistenti e proposta di catalogazione (parametri di ricerca)
  • Contenuti disciplinari → selezione di librerie e OER esistenti e proposta di catalogazione (parametri di ricerca)

Negli ultimi anni il numero delle web app e degli strumenti utilizzabili nella didattica è cresciuto in modo esponenziale al punto da rendere difficile riuscire ad orientarsi in un’offerta tanto ampia e variegata. Ciò è vero soprattutto per quei docenti che vorrebbero introdurre l’uso del digitale nella propria pratica professionale ma non conoscono né hanno ancora una consolidata esperienza nell’utilizzo degli strumenti. Quello che manca è una sorta di “filtro” ragionato e critico, che permetta di selezionare le applicazioni in base alle esigenze della propria didattica e la possibilità di reperire rapidamente le informazioni utili sul loro utilizzo (tutorial brevi ed efficaci, esempi di utilizzo, etc.).

Per questo abbiamo pensato ad alcuni criteri di classificazione delle applicazioni che possano anche essere selezionati per una ricerca parametrica; al momento, il numero delle applicazioni censite in questa versione beta è assai esiguo, ma ha permesso in prima istanza di evidenziare alcune categorie (→ scarica la tabella delle categorie).

Ogni strumento o risorsa prevede, inoltre, la valutazione e la condivisione di osservazioni, esperienze ed esempi di utilizzo da parte dei docenti visitatori che aiuteranno a far ulteriormente evolvere il progetto con le loro segnalazioni, likes e a consolidare buone pratiche per una didattica innovativa.

Auspichiamo che questo sito venga visitato e condiviso in modo che possa crescere ed essere arricchito da commenti e adattamenti personali che ogni docente lo strumento alla propria pratica d'aula. Ringraziamo chi vorrà censire ulteriori strumenti.

Un sito è “vivo” non solo se ricco di contenuti ma anche se qualitativamente rilevante, specchio delle esperienze che diventano buone pratiche dei suoi fruitori. I visitatori del sito creato concorrono con i loro commenti ad una circolarità di uso, valutazione e aggiornamento continuo. Resta comunque strategico individuare un gruppo di docenti che si occupi della redazione, validazione, dall’aggiornamento e promozione dei contenuti. Concludendo, non ci vogliamo accontentare dei risultati raggiunti, ma crediamo che questa modalità di accompagnamento all’innovazione didattica debba diventare una modalità di sistema, slegata dall’emergenza pandemica e sorretta da una nuova forte consapevolezza dell’importanza di coinvolgere tutti i docenti.

Ultimo ma non ultimo: un pensiero agli studenti destinatari e beneficiari delle proposte innovatrici. Secondo noi, un ulteriore sviluppo consisterebbe nel loro coinvolgimento diretto come commentatori rispetto alle risorse utilizzate.