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La gestione della lezione - I ciclo

di Amelia Farina, Michela Cocciardi e Tanya Ghirardini

Gruppo di lavoro:
Amelia Farina (coord.), Michela Cocciardi, Tanya Ghirardini, Giuseppe Alati, Patrizia Biagi, Donato Cimino, Silvia Dalla Palma, Fabio Mercogliano, Margherita Fazio, Stefania L. Fiore, Barbara Francville, Tania Marchetto, Paola Massimio, Anna Passarini, Sabrina Rizzo, Marino Sartin, Andrea Silboni, Maria G. Straudi, Elisabetta Stricca, Paolo Todesco

L'attività del cantiere

Nel corso del primo incontro nel piccolo gruppo ci siamo posti alcune domande per chiarirci le idee. La riflessione condivisa non ha dato certezze, ma ha fatto emergere una visione comune. Abbiamo condiviso il bisogno di raggiungere i nostri ragazzi e la consapevolezza di voler integrare il nostro essere insegnanti fino a prima della DAD con quello di adesso, ancora purtroppo non definibile “post DAD”.

Ci sembra che la risposta alla domanda sul come fare stia nel non affidarsi in toto alla tecnologia, da cui ormai non si può comunque prescindere e nel riprendersi consapevolmente il nostro difficile ruolo di “insegnanti incompiuti” e “sempre in ricerca” (Rivoltella, 2018; 35). Sappiamo con certezza di voler rendere nuovamente protagonisti gli allievi e noi tornare registi; in DAD questo non sempre è stato possibile. Sentiamo contemporaneamente la richiesta esterna alla scuola di modificare il nostro modo di lavorare, integrando la tecnologia nella didattica. Abbiamo naturalmente evidenziato le criticità relative sia alla carenza di dotazione strumentale e di arredi adatti, sia di risorse umane ad hoc per il supporto dei docenti, ma lasciamo ad altri il confronto per una soluzione proficua (rimane aperto anche il nodo della formazione degli insegnanti). La relazione tra digitale e scuola è complessa; abbiamo concordato sul fatto che puntare solo sulla parte tecnologica non sarebbe per noi esaustivo e ci lascerebbe insoddisfatti: “la presenza del digitale a scuola va contestualizzata all’interno di un sistema di relazioni a tre soggetti” (Rivoltella, 2018; 103):

  • tecnologie e materiali (artefatti);
  • strategie didattiche, metodi e tecniche (dispositivo);
  • ambiente (fisico oppure virtuale, sia online che offline, ma anche “atmosfera psichica del gruppo”).

Per elaborare delle proposte operative ci siamo confrontati anche sul significato di Didattica Digitale Integrata, consapevoli della differenza di strategie e modalità di lavoro nel caso di didattica a distanza o mista; diversa è anche la preparazione di attività e materiali da usare in modo sincrono e asincrono.

Le proposte operative

Il punto di arrivo del confronto sull’uso del digitale in classe e sulla gestione della lezione ibrida/mista è rappresentato dall’elaborazione di una presentazione sulla gestione della lezione (e della classe), di una unità di apprendimento (UdA) e di un template. Stimolati dal Prof. Rivoltella abbiamo inizialmente provato ad utilizzare alcuni format di progettazione didattica quali Depit e Learning Designer; ci siamo poi affidati alle mani esperte del più tecnologico di noi e abbiamo collaborato alla elaborazione di un template ex novo, più adatto alle nostre esigenze e avente la triplice funzione di strumento di progettazione, strumento di delivery da utilizzare in classe a supporto della lezione con la LIM e di documentazione a disposizione della comunità educante (repository).

scarica il template

Per quanto riguarda il tema della unità di apprendimento elaborata, vi è stata convergenza rispetto alla scelta di Educazione civica.

scarica l'UDA

UDA e template: ultime riflessioni

Il coinvolgimento degli alunni in attività di apprendimento in cui si sentano protagonisti prevede un patto d’aula che porti a renderli autonomi e a responsabilizzarli. Questo è un aspetto imprescindibile per l’utilizzo delle tecnologie a partire dalla scuola Primaria fino alla Secondaria di secondo grado ed è parte del curricolo di Educazione civica. Nella progettazione euristica, oltre ad un metodo di insegnamento flessibile, è necessario avere fiducia nell’autonomia dei ragazzi, dare loro un senso di quello che stanno facendo e promuovere strategie di osservazione del percorso per mantenere il proprio ruolo di insegnante regista. Secondo Diana Laurillard, l’insegnamento sta cambiando e i docenti del ventunesimo secolo devono affrontare un cambiamento culturale e tecnologico. L’insegnamento si è trasformato, secondo la docente in una “scienza di progetto” (Laurillard, 2012). Nell’utilizzo delle tecnologie a scuola, sia durante la lezione in aula che in modalità mista o a distanza, risulta fondamentale la progettazione didattica, il Learning design. Anche l’alunno deve sapere quali sono gli obiettivi operativi, i tempi, i metodi di lavoro e quali saranno i criteri di valutazione del percorso. Abbiamo elaborato un iter didattico finalizzato all’acquisizione di competenze disciplinari ed extra disciplinari avente come focus l’educazione civica, nello specifico un lavoro sul tema del risparmio energetico. Tra i vari format che fanno riferimento alla Didattica per competenze abbiamo scelto per progettare il nostro percorso l’Unità di Apprendimento (UdA). Non siamo riusciti nel nostro gruppo ad approfondire il tema della valutazione formativa in ambiente digitale, un tema quanto mai interessante ed attuale e oggetto di continuo confronto negli istituti scolastici che ancora devono prevedere lezioni a distanza.

Parallelamente alla stesura della UdA abbiamo lavorato alla realizzazione di un template, ancora in fase di prototipo, avente, come già evidenziato, la triplice funzione di agevolare il docente nella fase di progettazione, di fornirgli un ausilio di supporto al lavoro dell’alunno durante la lezione e di rendere più agevole la documentazione dei percorsi didattici, nella speranza che non rimangano mero “accatastamento” di informazioni, ma divengano riutilizzabili in quanto facilmente modificabili.