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La gestione della lezione - II ciclo

di Lucia Bartoli e Antonella Carmela Martire

Gruppo di lavoro:
Lucia Bartoli (coord.), Antonella C. Martire, Maria Amalfi, Daisy Corvetta, Carmen Della Corte, Francesca Endrizzi, Maria T. Ghetti, Maria P. Guadagnini, Fabiana Guerra, Gennaro Iaccarino, Mariapia Ingicco, Alessandro Lombino, Elisa Maccagnan, Caterina Pifano, Maria Pignatello, Marina Sartor, Francesca Scroppo, Antonella Stoppari

L'attività del cantiere

Il gruppo di lavoro del cantiere per la secondaria di secondo grado ha incontrato inizialmente qualche difficoltà ad avviare la riflessione e la ricerca: come avvicinarsi ad una tematica tanto vasta come quella della “gestione della lezione”? E poi, di quale lezione vogliamo occuparci: lezione in presenza? Lezione a distanza? E se a distanza: modalità sincrona o asincrona? Sembrava di avere di fronte un intero oceano di possibilità.

Ma, siccome da qualche parte si doveva cominciare, alla fine si è deciso di concentrarsi sulla lezione a distanza (sincrona e asincrona) e di passare la palla agli studenti attraverso la somministrazione di un questionario, con l'obiettivo di raccogliere a caldo, mentre tutto stava ancora accadendo, le sensazioni e le preferenze degli alunni in merito a quanto i docenti avevano loro proposto fino a quel momento in DAD. Alla domanda: “Che cosa cattura maggiormente la tua attenzione durante le lezioni online?” le riposte più frequenti facevano riferimento al tipo di argomento, che doveva essere interessante, ma anche al grado di partecipazione/coinvolgimento richiesto o prodotto dall'attività. Qualcuno in realtà ha risposto che nulla era in grado di catturare la sua attenzione oppure, e questa è stata la risposta su cui ci siamo concentrati maggiormente: tutto tranne che la lezione! Il che poteva essere inteso come: la mia attenzione è attratta dagli oggetti che ho sulla scrivania, dalle voci dei miei familiari che vengono dalla stanza vicina, dai messaggi e dalle notifiche che sto ricevendo sul cellulare oppure, con maggiore ottimismo, la mia attenzione è catturata da tutto ciò che non assomiglia alla classica ora di lezione frontale. Risultati non molto diversi si sarebbero ottenuti probabilmente se il questionario avesse riguardato l'attività didattica in presenza, ma certo le possibilità di distrarsi davanti allo schermo di un computer sono sicuramente maggiori rispetto a quando si è presenti fisicamente in classe.

Le proposte operative

Partendo da questo segnale inequivocabile lanciato dai nostri studenti, che chiedevano in generale di essere parte attiva del processo di apprendimento, di approfondire temi che riuscissero a coinvolgerli, di essere chiamati a dibattere, a formulare una propria opinione, a discutere tra di loro e con il docente, di sperimentare attività diversificate, che prevedessero l'uso di materiali anche eterogenei, non usuali, ciascuno dei componenti del cantiere è stato chiamato a immaginare una lezione o un ciclo di lezioni (sincrone e asincrone).

Per maggiore omogeneità, si è deciso di muoversi all’interno del contesto dell’Educazione civica, scegliendo temi inerenti alle diverse discipline. In particolare, il modello di lezione proposto in appendice è stato elaborato da un docente di informatica e riguarda lo sviluppo di applicazioni socialmente rilevanti.

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Conclusioni

La sfida dell’anno scolastico 2020-2021 ha messo a dura prova il sistema scuola, che però ha risposto con impegno, professionalità e spirito di adattamento. Gli insegnanti si sono dovuti necessariamente interrogare sull’efficace svolgimento della didattica in un contesto completamente nuovo. Ciò che prima era scontato ora non lo è più. Il digitale ha il merito di aver reso possibile la prosecuzione dell’attività didattica, il fare scuola fuori dalle mura; anche a distanza si può riuscire a costruire relazioni, a volte paradossalmente assenti in aula per la mancanza di disponibilità al coinvolgimento da parte dei discenti.

Abbiamo oggi la possibilità di sfruttare in modo complementare ambiente fisico e ambiente digitale. Il progetto di ricerca azione sulla didattica digitale integrata ha lavorato in questa direzione e ha avuto il merito di consentire l’apertura di un dialogo tra i soggetti coinvolti, anche appartenenti ai vari ordini di scuola (alunni, docenti, dirigenti).

La ricerca didattica e le neuroscienze ci dicono che è importante essere guidati dal significato di quello che si sta facendo; si dà senso a ciò che è utile e spendibile, che si collega al mondo esperienziale, che ha significato dal punto di vista simbolico-affettivo. In questa prospettiva si è collocato il percorso di ricerca azione fin qui descritto.

Dopo questa esperienza ci sembra quindi di poter sostenere che l'aspetto più importante della gestione della lezione sia il saper adattare il proprio stile di insegnamento al contesto con progetti di tipo flessibile ed euristico, che riescano a suscitare desiderio di conoscere nei ragazzi e a promuovere un apprendimento per scoperta e per ricerca. Per farlo abbiamo bisogno di avere fiducia nell’autonomia dei discenti e di trovare strategie per promuoverla con consegne di senso; abbiamo bisogno di osservare le dinamiche all’interno della classe per poter essere registi e abbiamo bisogno di uno sforzo non solo personale, ma anche collettivo di predisposizione di ambienti adatti nelle scuole, sia dal punto di vista della strumentazione tecnologica sia degli spazi.

In conclusione, riportiamo le sei questioni principali di cui tener conto nelle progettazioni secondo Simona Ferrari, coordinatrice del CREMIT (Analysis Report #13/21 LA SCUOLA CHE VERRÀ), come spunto di riflessione:

“Ci sono 6 questioni principali di cui tenere conto nelle progettazioni.

  1. Investire su pratiche di peer-to-peer e peer-tutoring che attivano processi di metariflessione e proattività;
  2. Prediligere l’orientamento esperienziale: far fare esperienze è l’unico modo per imparare e far imparare;
  3. Tenere alta la motivazione, ad esempio usando pratiche coinvolgenti come la gamification;
  4. Far sperimentare il piacere del “fare insieme”;
  5. Ibridare il digitale (che va utilizzato quando e se serve). Oggi il digitale è strumento di autorialità: è necessario imparare non solo a essere lettori, ma anche autori responsabili;
  6. Evitare una valutazione formalizzata. Questo è il punto in cui la scuola fatica maggiormente nell’attivazione dei terzi spazi, poiché la valutazione formalizzata è alla base dei sistemi scolastici.
S. Ferrari

In riferimento al punto n.6, rimane per noi aperto il tema di come fare valutazione in ambiente digitale. Nella primavera del 2020 il tema della verifica e della valutazione è stato un tasto dolente: ci siamo trovati a valutare alunni con dotazioni strumentali differenti, a doverci dare dei criteri in itinere e a doverci confrontare con la questione della fiducia nei confronti degli alunni, come evidenziato nel paragrafo relativo ai comportamenti problema. Ci piacerebbe venisse aperta una riflessione generale sulla valutazione formativa, una valutazione incentrata su come dare e ricevere feedback e su come favorire la consapevolezza dei discenti nei confronti dei propri processi di apprendimento, anche in situazioni di didattica esclusivamente a distanza. Ci sembra un tema importante ma estremamente complesso, che richiede probabilmente la messa in discussione stessa della valutazione formalizzata per come è concepita oggi da tutti gli attori del mondo della scuola.