Gruppo di lavoro:
Silvia Bonelli (coord.), Maria Concetta Mancini, Claudia
Mulotto, Ferdinando Manfredini, Monica Franzoi
L’idea progettuale che ha portato i membri del gruppo a scegliere il cantiere Tempo Scuola, all’interno dei diversi temi proposti, è stato il desiderio e la curiosità di procedere ad un’analisi di correlazione rispetto a diversi elementi legati all’apprendimento e ai suoi tempi, non trascurando nemmeno quelli istituzionali. In un primo momento abbiamo pensato di sondare quali collegamenti potevano esserci tra i tempi dell’insegnamento e dell'apprendimento degli studenti, i cicli circadiani tipici dell’adolescenza, la motivazione e il Tempo Scuola con un focus sulla DAD per un eventuale suo futuro inserimento, in alternanza, con la didattica in presenza.
La domanda iniziale che ci siamo posti e dalla quale è scaturito il nostro lavoro è legata alla riflessione sul perché il Tempo Scuola è sempre stato considerato un nodo cruciale, un problema non solo di organizzazione ma anche legato agli apprendimenti. Quali possono essere le relazioni tra l’ora di lezione, l’insegnamento, la materia e l’apprendimento?
Abbiamo inoltre riflettuto sul concetto di Tempo scuola che può essere declinato secondo diverse accezioni: il tempo dell’insegnare e il tempo dell’apprendere.
La definizione condivisa dal gruppo di lavoro rispetto al tempo scuola all’interno della quale abbiamo svolto la nostra ricerca, è la seguente:
“organizzazione interna delle lezioni secondo modalità di frequentazione differente che prevedono la permanenza del ragazzo a scuola per periodi di tempo diversi”.
Ecco quindi la definizione delle finalità che abbiamo condiviso per lavorare al nostro progetto: analizzare, dal punto di vista dello studente, le diverse modalità di apprendimento in correlazione con il tempo scuola e inserimento della Dad, attraverso la somministrazione di un questionario on line agli allievi di alcune scuole superiori della Provincia.
In questa fase la ricerca non ha preso in considerazione i vincoli organizzativi per poter speculare in maniera più libera possibile sul rapporto tra apprendimento e tempo scuola. Tuttavia, rispetto al tempo scuola, è già da qualche decennio che i vari istituti hanno la possibilità di sperimentare modalità di erogazione didattica flessibili, pur con dei vincoli da rispettare, e tale situazione è ancora più palese nel contesto delle Regioni e Province a Statuto Speciale.
Ogni istituzione scolastica può decidere autonomamente la durata oraria dell’unità didattica e le modalità di erogazione delle varie discipline, dando rilevanza alle esigenze e alle necessità che emergono nella scuola. Pertanto, anche per la costruzione dell’orario scolastico, è possibile avvalersi di forme flessibili derivanti dallo strumento dell’Autonomia come una diversa modulazione settimanale del tempo scuola, su delibera degli organi collegiali competenti.
Di seguito i diversi step attraverso i quali abbiamo svolto il nostro lavoro:
Il questionario è stato organizzato su 4 livelli di analisi:
Abbiamo voluto anche, nella parte iniziale del questionario, richiedere informazioni rispetto all’anno di nascita, al sesso e alla dotazione informatica di ogni partecipante.
Il questionario è stato somministrato inizialmente solo agli allievi delle scuole in cui lavorano i membri del gruppo di lavoro quindi la Scuola professionale per il commercio, turismo e i servizi “Luigi Einaudi”, l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Gandhi” di Merano e il Liceo delle Scienze Umane e Artistico “Giovanni Pascoli” di Bolzano. Abbiamo ipotizzato due diversi tipi di somministrazione dello stesso questionario a diversi destinatari: uno per gli allievi del biennio, uno per gli allievi della classe terza e quarta, uno per gli allievi del quinto anno in modo da sondare anche in rapporto all’età dei ragazzi il tipo di riposta. Le somministrazioni sono avvenute tra gennaio 2021 e marzo 2021.
Il campione complessivo degli studenti intervistati è pari a 390 allievi.
I dati sono stati analizzati sia a livello aggregato globale, sia rispetto alla scuola, sia rispetto all’anno frequentato (primo biennio, secondo biennio e quinto anno). Queste sotto analisi non hanno evidenziato (come si può evincere dai grafici sopra riportati) particolarità evidenti, ma le risposte sono state sostanzialmente omogenee e ci portano a indicare le seguenti possibili linee guida che potrebbero essere adottate dalle diverse scuole.